STEFANO ZANCHETTA violinista

discografia

rassegna stampa

alcune foto

Stefano Zanchetta, veneziano, si è diplomato in violino e viola con il massimo dei voti e la lode al conservatorio della sua città. Ha studiato con S. Piovesan e in seguito al Mozarteum di Salisburgo con S. Vegh e A. Janigro per la musica da camera. Vincitore di numerosi concorsi per violino e per musica da camera (in trio con M. Somenzi e M. Brunello) nazionali e internazionali, ha iniziato da giovanissimo l’attivita concertistica tenendo oltre 1500 concerti come solista e camerista in tutto il mondo. Ha tenuto numerose tournée concertistiche in tutta Europa, Russia, Giappone, Stati Uniti, Australia, Sud America, Sud Africa collaborando con note orchestre da camera come “I Solisti Veneti”, “I Nuovi Virtuosi di Roma”, “I Solisti Italiani” etc. In qualità di primo violino (spalla) ha collaborato con la RAI di Roma, il Teatro la Fenice di Venezia, L’Istituzione Sinfonica Abruzzese, L’Orchestra d’Archi Italiana etc. E’ spesso chiamato a far parte di giurie in concorsi nazionali e internazionali per violino.  

Ha al proprio attivo diverse incisioni discografiche per le case ERATO, DECCA, DIVOX, HERMITAGE, FONE’, come solista e camerista. Ha collaborato come camerista con P. Amoyal, G. Carmignola, S. Gazzelloni, M. Brunello, F. Rossi, C. Bartoli.

Numerose le registrazioni televisive e radiofoniche di tutto il mondo con produzioni di videocassette. Insegna violino al conservatorio di Venezia dal 1980.

 

 

A sinistra con Cecilia Bartoli al Musikverein di Vienna dopo un concerto con I Sonatori della Gioiosa Marca, e sotto con G. Carmignola prima di un concerto per due violini.

 

 

 

 

Discografia

 

BALLI, CAPRICCI, STRAVAGANZE XVII
Century Italian Music for Strings 
SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA

FANTASIE DI BRAVURA
Per Fagotto e Archi su Temi di
Verdi, Donizetti, Bellini

BRAHMS
Strings Sextets Opp. 18 & 36

Giuliano Carmignola – Stefano Zanchetta
Tommaso Poggi – Fabrizio Merlini
Mario Brunello – Franco Rossi

CECILIA BARTOLI – LIVE IN ITALY
Jean-Yves THIBAUDET
SONATORI DE LA GIOIOSA MARCA
(Teatro Olimpico Vicenza)

VIVALDI – L'ESTRO ARMONICO
CLAUDIO SIMONE
I SOLISTI VENETI

SHOSTAKOVICH
Quartetto n.8 Op.110

GUBAIDULINA
Le ultime sette parole
ORCHESTRA D'ARCHI ITALIANA

 

 

 

 

 

La critica dice di lui

NEL panorama degli incontri alle Prigioni Vecchie, il concerto del duo Sfriso-Zanchetta, pianoforte-violino, che si è esibito sabato sera, rappresentava uno degli appumtenenti più attesi.
Nel complesso un'ottima prova che ha ricevuto il riconoscimento caloroso del pubblico....
Sfriso, dotato di una forte personalità interpretativa, ha dato giusto rilievo al ruolo pianistico all'interno del dialogo tra i due strumenti.
Zanchetta, dinamico e sensibile alle minime sfumature nelle sue esecuzioni, ha sostenuto la realizzazione dei brani con una notevole vitalità e agilità di fraseggio.
Le loro inesauribili capacità di attuare effetti raffinati nella modulazione e nei rapporti tonali hanno consentito di sostenere un'architettura musicale sempre attenta e fedele agli intenti compositivi.
Abbiamo ascoltato un Mozart incalzante e brioso nel primo movimento, che è stato altrettanto coinvolgente nell'Andante sostenuto con le due peculiari sospensioni, riprese più di una volta.
Nella sua apparente linearità, la Sonata in Do maggiore KV 296 è stata eseguita con rigore e attenzione, senza appiattire il gioco contrappuntistico che sostiene l'andamento melodico.
La personalità di Schumann si è liberamente espressa con incisività durante la realizzazione della Sonata in La minore op. 105. 
Il pezzo, dotato di una forte componente poetica e di fascino armonico, ha trovato nei due esecutori la possibilità di dar voce al romanticismo in cui si seguono più gli impulsi creativi che i collegamenti logici.
Zanchetta è riuscito brillantemente a delineare gli slanci arditi affidati al suo strumento.
Se finora il livello tecnico e interpretativo è stato costantemente ineccepibile, durante la Sonata di Prokofiev il Duo ha, con indicibile bravura, attuato un ulteriore miglioramento.
La difficoltà del complesso rapporto dei due strumenti è stata superata brillantemente.
I musicisti, mantenendo inalterati i punti chiave, hanno svolto le trasformazioni-deformazioni della fantasia musicale con equilibrio e con un andamento parallelo.
Un meritato e lungo applauso ha dimostrato l'approvazione del numeroso pubblico, che aveva affollato la sala delle Prigioni Vecchie.
Chiara Squarcina - 24 Aprile 1989

“Capriccio stravagante” esalta la potenzialita’ degli archi .
Se la formazione del quartetto d’archi può essere considerata una della più conosciute, quella che si è fortemente consolidata nei repertori delle rassegne concertistiche, meno nota ai più è l’ensemble formato da quattro viole da gamba,violino e liuto.Pezzo forte della serata nella chiesa di Soave è stato il capriccio stravagante di Carlo Farina dove il violino di Stefano Zanchetta dimostra grande duttilità nel piegarsi agli scarti dei diversi episodi come nel delineare atmosfere ed effetti strumentali accattivanti.
Fabio Zannoni - L’ARENA  19 Maggio 1999   

“L’attualità di Bach si accostava alla modernità di Tabula Rasa di Arvo Part per due violini,pianoforte preparato e orchestra,con Giuliano Carmignola affiancato dall’arco espressivo di Stefano Zanchetta-invece dell’indisposto Franco Gulli- e dagli apporti calibrati di gianluca Sfriso.Il minimalismo di Part viaggiava sicuro nella solidità d’insieme gestita dai due solisti senza divergenze stilistiche, in un lirismo privo di cadute di tensione”
Mirko Schipilliti -  La Nuova Venezia 8 Febbraio 2001